
La mia voce si rompe
come i cocci della vita
senza te.
Sospiro, lamento accorato
urla disperate nel silenzio.
E ti parlo nelle notti di tempesta
tra i flutti che s’infrangono
sulle erte scogliere della mente
Poi grido il tuo nome
al vento
che profuma d’angoscia
e lo trascina
tra gli uragani infiniti
che scuotono
l’antica quercia
mentre il dolore
s’inerpica
sull’umida corteccia
della mia solitudine
Muore la notte…
L’aurora risveglia
un freddo mattino
che nasce
nel volgere infinito
di un rimpianto
e danza leggero
sul freddo selciato
intrecciando
raggi di malinconia
e poi scompare
nel mare profondo
delle tue lacrime.
Non spegnere, Signore,
il sorriso dal suo volto,
lascialo almeno
nella mia memoria,
non rendere
il risveglio
grigio
come la nebbia dei pensieri.
La notte muore...
il corpo si leva
con fatica immane
e la brina
ricopre ormai
le tristi foglie di acacia
mentre
una timida
goccia di rugiada
disseta
la terra inaridita
in questo triste
mattino d’inverno…
Mario Coralluzzo © 2006 - Anima mia - Poesie
