
Muore
ogni giorno
tra le crepe dell’anima
il silenzio assordante di un pensiero
che rassegnato scompare
cercando
la pace nell’oblio
Poi rinasce
pallido e sconvolto
sulla roccia rovente
e s’intreccia
col sospiro lieve
del vento del sud
che muto accarezza
palpitanti
scaglie di mare
che conservano ancora
il tuo profumo



Ti vedo tra le onde furenti
che s’infrangono sulla nera scogliera
e il vento salmastro
che ruba le tue carezze
mentre immergi la tua pelle di luna
Ed io fremo.
Una tempesta antica avvelena i miei giorni
tracciati sui vetri polverosi
sferzati dall’uragano.
I giorni corrono dietro al fienile
e noi ladri di passione
intrecciamo sogni morbosi
con le carni divorate da mille fiamme
mordendo la lussuria nell’aria
pregna dei nostri odori
L’alba del nuovo giorno
accende di nuove verità
i chiodi che trafiggono
l’anima in croce
ladro d’amore nel momento estremo
del mio Calvario.
Cupi giorni sul greto del fiume
ad ascoltare il lamento del vento
fra i rottami della vita
con la mente rivolta alla spuma del mare
agli scogli, alle acque alla tua pelle di luna…
Mario Coralluzzo – Copyright © 2008 – ANIMA MIA - Poesie

Ti vedo tra le onde furenti
che s’infrangono sulla nera scogliera
e il vento salmastro
che ruba le tue carezze
mentre immergi la tua pelle di luna
Ed io fremo.
Una tempesta antica avvelena i miei giorni
tracciati sui vetri polverosi
sferzati dall’uragano.
I giorni corrono dietro al fienile
e noi ladri di passione
intrecciamo sogni morbosi
con le carni divorate da mille fiamme
mordendo la lussuria nell’aria
pregna dei nostri odori
L’alba del nuovo giorno
accende di nuove verità
i chiodi che trafiggono
l’anima in croce
ladro d’amore nel momento estremo
del mio Calvario.
Cupi giorni sul greto del fiume
ad ascoltare il lamento del vento
fra i rottami della vita
con la mente rivolta alla spuma del mare
agli scogli, alle acque alla tua pelle di luna…
Mario Coralluzzo – Copyright © 2008 – ANIMA MIA - Poesie

mi adornai di te
che raccolsi
leggera come fiore
e come acqua
bevvi l’eterna rugiada
fresca
dei tuoi giovani anni
Stanco
accarezzo
i ricordi
pregni dell'estasi
dei tuoi sospiri
moltiplicati
dall’eco
del passato ignoto
che schiaccia
sulla terra vermiglia
mille pensieri
prigionieri del tempo
Sento
il sapore delle tue labbra
che sanno di vento
e si perdono
nell’angosciosa rincorsa
dei miei fantasmi
di chiari di luna
di soli nascenti
e di sorgenti amori
stinti
in amletici dubbi
di domani antichi
testimoni discreti
che muoiono
senza voce
nell’alcova ansante
dove felice
poggiavi
le tue carni nude
Anima mia
perduta
ti adagiai
in un raggio di sole
che accarezzo
nel fluire
infinito
del mio sguardo
mentre
una lacrima senza tempo
bagna
la terra fredda
dove riposi
coi petali della rosa
sbocciata nel tuo grembo